Luca Ventimiglia - whistles, cornamuse, bombarda, tarota, percussioni, chalumeau
Francesco Chiarini - violinonyckelharpapodoritmia
Fabio Reolon - chitarra acustica, voce, stompbox
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Rudemà è un trio folk Veneto, attivo fino al 2019 col nome DiaDuit.

Il gruppo, fondato nel 2009, propone uno spettacolo di world music con reinterpretazioni di brani tradizionali e composizioni proprie, spaziando dal bal folk francese all’irish folk, passando per la musica tradizionale veneta e del nord Italia. L’ensemble negli anni ha raccolto importanti consensi e vinto concorsi come Suonare a Folkest (2010), Trentino Girofolk (2014 e 2018)  e il premio Scuola di Musica Popolare nell'ambito del Premio Nazionale Folk & World (2017). Nel 2011 esce il primo lavoro discografico del gruppo "A Perdifiato nel Bosco" seguito dal più recente "Aquiloni" distribuito da Rox Records.

L'ensemble, inoltre, vanta numerose esibizioni live in festival nazionali, tra cui: Celtica V. d'Aosta, Folkest, Isola Folk, Nova Aria, Tarvisium, Osio Folk, Musica Nelle Aie, Irlanda in Festa al Gran Teatro Geox di Padova, Celtival, Druidia, Dolomiti Senza Confini, Arte Imperina, Festival Internazionale della Zampogna in Molise e Oltre Le Vette per citarne alcuni.

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Alice Petrin - voce, daf, nyckelharpa tenore
Anna Zanella - clarinetto, voce
Stefano Bernardi - fisarmonica
Stefano Funes - percussioni, chitarra acustica
Francesco Chiarini - violino, nyckelharpa
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Un percorso di sonorità dell'Est e del Nord: dalle danze israeliane al klezmer, la musica degli ebrei di lingua yiddish che hanno attraversato l'Europa, e quindi dalla troika russa fino alle danze scandinave, come le polske svedesi. Se da una parte il suono del clarinetto, della fisarmonica e del violino ci porta ad Est, tra le carovane degli zingari nomadi, dall'altra il suono glaciale delle nyckelharpe ci porta a Nord nelle foreste di abeti e nei piccoli visstuga dove gli spelmän intonano melodie antiche.

Vaganto è un quartetto bellunese che propone musiche per danze klezmer e danze scandinave, in esperanto "vaganto" significa "vagabondo" ed è proprio vagabondando, in un viaggio senza confini, che la musica delle tradizioni ha la capacità di trasportare musicisti, ascoltatori e ballerini.

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